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C’erano giorni in cui eravamo poche, ma eravamo già tutto.
Giorni in cui Abiti RiBelli non era ancora un progetto, ma un’intuizione che si muoveva nel petto, come un nodo che chiedeva di diventare filo, e poi tessuto.
Durante gli anni in cui ci occupavamo solo di auto mutuo aiuto, tra incontri, risate, corse contro il tempo e mani che si intrecciavano per tenere insieme tutto — impegni, bambini, stanchezza e voglia di esserci — sono cresciute per prime loro:
le mamme volontarie de L’Arte di Crescere.
Monica Garraffa, Claudia Pilato, Marika Gallo, Elena Toscano, Viviana Di Fatta, Daniela Di Sciacca, Ivana Balistreri, Giulia Lo Porto, Rosanna Piscione, Silvia Grassa e la loro Presidente, Antonella Angelini.
Donne che hanno fatto ciò che sembra semplice, ma non lo è mai: custodire uno spazio, nutrirlo, farlo crescere. Hanno dato forma a un luogo di cura mentre tutto intorno cambiava.
Sono state la colonna silenziosa delle nostre giornate: chi arrivava prima per sistemare, chi rimaneva dopo per chiudere, chi si accorgeva quando una mamma aveva bisogno di un bicchiere d’acqua, chi teneva i figli delle altre tra le braccia perché tutte potessero respirare un po’.
E mentre noi costruivamo parole e relazioni, l’Arte di Crescere ci costruiva casa.
Tutto è cambiato con un dono che abbiamo scelto di fare, pur non avendo neanche un soldo, e che non si dimentica: “Sangu e Latti” di Igor Scalisi Palminteri.
Un’opera che parlava di noi prima ancora di farci conoscere: di maternità, radici, coraggio. Quel giorno capimmo che la bellezza, quando la consegni alla città, diventa un segnale. Una promessa.
Il cammino ci ha portate lontano, fino alla giornata in cui abbiamo potuto donare un’altra opera — un altro gesto di bellezza — “Le Rosalie Ribelli” di Giulio Rosk.

Una nuova fioritura sul nostro sentiero, nata dal lavoro di tutti, ma soprattutto da questa comunità che abbiamo scelto di essere.
E così, tra un’opera d’arte e un’altra, tra mille passi fragili e mille passi forti, tra un latte di donna e una storia condivisa, c’è sempre stato un filo che non si è mai spezzato: quello intrecciato dalle mamme.
Senza di loro, Abiti RiBelli sarebbe stato solo un’idea.
Con loro è diventato vita, accoglienza, rivoluzione gentile.
All’inizio eravamo mamme alla pari, unite da un gesto antico e rivoluzionario: allattare.
Ogni mese ci riunivamo nei Latte di Donna, un piccolo cerchio di cura che sembrava intimo, quasi domestico, ma che già conteneva un’energia più grande di noi.

Quel cerchio ha iniziato ad aprirsi. Abbiamo deciso che l’allattamento doveva uscire dalle stanze, scendere per strada, diventare immagine pubblica, patrimonio della città. Così abbiamo portato l’allattamento nella street art, cucendo insieme maternità, comunità e bellezza.
Intorno a questo percorso, il gruppo si è fatto più ampio e più saldo. Mamme, donne, volontarie, insegnanti, professioniste che hanno scelto di esserci sempre. Ognuna con la sua presenza, il suo tempo, il suo gesto quotidiano di cura.
Insieme abbiamo aperto spazi, accolto famiglie, creato legami, immaginato possibilità.
Il lavoro volontario è diventato un vero cammino di progettazione culturale partecipata, dove ogni attività con la comunità era un passo in avanti e ogni incontro un pezzo di tessuto aggiunto alla nostra trama.
Dai Latte di Donna alle opere d’arte, dalla cura personale alla cura collettiva, abbiamo costruito — insieme — una rivoluzione gentile fatta di gesti, volti, presenza e coraggio.

L’Arte di Crescere è questo: un cammino cucito a più mani, un atto d’amore restituito alla comunità. E in ogni gesto di cura, in ogni filo di latte e di parola, ho capito che ciò che costruiamo insieme non svanisce mai: diventa memoria, bellezza, rivoluzione.
Il contenuto che stai leggendo fa parte del progetto Abiti RiBelli, iniziativa solidale dell’associazione L’Arte di Crescere ODV che valorizza oltre 100 abiti da sposa per finanziare la prima area fitness pubblica e gratuita del quartiere Sperone a Palermo.
Puoi contribuire:
👉 – partecipando all’asta online degli abiti da sposa, attiva dal 6 dicembre al 6 gennaio,
👉 – partecipando allo spettacolo teatrale al Teatro Biondo, il 23 dicembre alle 19:00


